La SOPSI libera la TEC.
Poche lettere per un tema importante: riaprire o continuare a chiudere le porte alla TEC (Terapia Elettroconvulsivante), meglio conosciuta come Elettroshock?
Da un lato c’è la SOPSI (Società Italiana di Psicopatologia) che la considera funzionale alla cura di episodi depressivi, dall’altro ci sono medici e opinione pubblica scettici riguardo a un metodo non scientificamente provato e di cui, ancora oggi, non si conoscono tutte le possibili conseguenze.
L’unica struttura in Italia attualmente autorizzata all’uso dell’elettroshock è la clinica psichiatrica dell’Università di Pisa diretta dal professor Giovanbattista Cassano, non a caso consigliere della SOPSI, che ne difende l’uso laddove non risultino efficaci le terapie farmacologiche.
Ma il dubbio rimane di fronte a una terapia non documentabile, potenziale causa di perdita di memoria e di morte del paziente, ma che soprattutto nega il rapporto tra cervello ed essere umano, riducendo il corpo a un semplice contenitore e il cervello a un computer da riavviare.
E’ stata definita ‘un sistema pratico e divertente per aiutare i pazienti durante le terapie riabilitative‘. Non parliamo di una sofisticata attrezzatura medica, ma della nuova console per videogiochi di Nintendo, la Wii. Ebbene sì, sembra che alcuni ospedali statunitensi, in collaborazione con lo University Medical Centerdell’Ohio, abbiamo inserito la console tra le macchine per la riabilitazione motoria dei pazienti. Il filmato che segue mostra chiaramente come i pazienti riescono a tenersi in movimento e allo stesso tempo trascorrere il loro tempo in allegria, un tipo di impiego di questa rivoluzionaria console che si era già intuito dopo la diffusione in Rete del filmato in cui si vedono degli anziani utilizzarla in una casa di riposo. Nel caso mostrato in questo nuovo video, fisioterapisti e medici incoraggiano i loro pazienti ad “allenarsi” con la Wii per 30 minuti al giorno per almeno due o tre volte la settimana.
Questa, almeno, è l’ipotesi dei ricercatori che hanno pubblicato uno studio sull’argomento nella pubblicazione Annals of Neurology: non si tratta di una ricerca particolarmente estesa ma il nesso fra il parkinsonismo, una forma meno grave del morbo di Parkinson, e l’esposizione alla sostanza nota con la sigla TCE o col nome completo tricloroetilene sarebbe evidente.
Il TCE viene utilizzato in genere come solvente per sgrassare vari generi di apparecchiature (compresi i computer) durante la loro lavorazione industriale, ma anche come refrigerante. La ricerca, condotta su 134 soggetti esposti a tale sostanza nei luoghi di lavoro, ha evidenziato ben 14 casi che presentavano due o tre sintomi del parkinsonismo. Sono stati anche segnalati alcuni casi relativi all’esposizione a pesticidi.
L’effetto del TCE sembra interessare in particolare le cellule mitocondriali, avviando un processo degenerativo.
In questi giorni i media hanno ampiamente trattato la notizia di pazienti occidentali che, a fronte di investimenti economici (spesso permessi da sacrifici come la vendita di proprietà o finanziamenti) nell’ordine di alcune decine di migliaia di dollari hanno raggiunto la Cina per sottoporsi a un nuovo trattamento basato sull’iniezione di cellule staminali. Fra questi pazienti ci sono vittime di incidenti con forme di paralisi, malati di Parkinson o altri gravi handicap fisici, e alcuni di essi hanno dichiarato di avere ottenuto risultati tangibili dai trattamenti sperimentali che, tuttavia, non sono in alcun modo documentati scientificamente da chi li sta offrendo.
La conferenza “Health Science Community”, organizzata dal GARR con il patrocinio del Ministero della Salute, si terrà a Roma il 12 dicembre 2007, presso l’Università di Roma Tre. Il titolo completo dell’evento è “Health Science Community. La medicina nelle arterie della rete GARR“, e il suo obiettivo è quello di mostrare come un’infrastruttura comune di rete possa facilitare la cooperazione sia all’interno della comunità stessa sia con le altre comunità scientifiche multidisciplinari che interoperano sulle reti della ricerca internazionali. L’evento ha due finalità principali: da un lato quella di far conoscere alla comunità scientifica medica le attività ed i progetti in corso nel panorama delle Reti Nazionali della Ricerca (NREN), dall’altro di illustrare alla comunità GARR le esigenze e le attività della telemedicina in Italia.I temi principali che saranno trattati riguardano le nuove tecnologie di griglia, videocomunicazione, applicazioni di teleradiologia, neurologia, e-oncology, processamento di immagini mediche, con particolare attenzione ai meccanismi di sicurezza per il trattamento dei dati medici sensibili.
La nuova frontiera della lotta al cancro si basa l’utilizzo dei nanotubi. A differenza delle terapie tradizionali, la nuova tecnica ha la caratteristica di non impiegare agenti antitumorali, radiazioni o farmaci, in luogo dei quali si utilizzano semplicemente le proprietà dei suddetti nanotubi in abbinamento a onde radio.
I primi esperimenti con la nuova terapia, messa a punto da un pool di ricercatori dell’MD Anderson Cancer Center e della Rice University, hanno evidenziato un altissimo potenziale di successo, al quale si abbina il non trascurabile vantaggio dell’assenza degli effetti collaterali tipici degli interventi terapeutici aggressivi.
La tecnica consiste nell’introdurre dei nanotubi a singola parete nella massa tumorale, che viene poi irradiata con onde radio di una specifica frequenza. Ciò provoca il riscaldamento dei nanotubi, e la conseguente distruzione delle cellule tumorali.
Il passaggio successivo consisterà nel cercare di legare i nanotubi a specifiche molecole, in modo da veicolare in maniera efficace i nanotubi verso le cellule tumorali. La speranza è di riuscire ad avviare la sperimentazione clinica entro tre/quattro anni.
Torna alla ribalta l’incentivazione delle case farmaceutiche nei confronti dei medici, spinti a prescrivere, secondo un rapporto di Consumers International, un farmaco piuttosto che un altro a suon di regali. Ne parla L’Unità in un ampio articolo on-line, sottolineando come dal rapporto risulti che il cinquanta per cento dei dottori intervistati ammette di aver ricevuto regali da parte delle multinazionali. Questi ‘incentivi’ vanno dall’invito a cena fino a computer e automobili oppure trattamenti particolari (come il pernottamento in hotel di lusso) durante i convegni. Secondo Consumers International, l’unico modo per fermare questa forma di collusione, che inquina il mercato dei farmaci con vere e proprie campagne di marketing che nulla hanno a che fare con gli obiettivi ippocratici, sarebbe il divieto dei regali ai medici.
Che il fumo faccia male è talmente noto da essere un’ovvietà. Ciò che, tuttavia, forse non si riesce a percepire è quanto devastante sia l’impatto del fumo sui polmoni. Per cercare di dare una dimensione ‘visiva’ al fenomeno, basta dare un’occhiata al famigerato video in cui il fumatore esala il fumo attraverso un fazzoletto di carta, una prima volta senza inalarlo e una seconda dopo averlo inalato, oppure all’altro esperimento che potete visionare di seguito, alla fine dell’articolo. Se quanto appare nelle immagini vi sembra eccessivo, potete sempre provare a ripetere l’esperimento da voi. Smettere di fumare non è solo una conquista, è un dovere morale verso se stessi e la propria intelligenza. Se siete ex fumatori e volete evitare di ricominciare, oppure vorreste smettere ma non sapete da che parte iniziare, sul sito Fumo.it potrete trovare informazioni e consigli su come fare, gli indirizzi dei centri antifumo italiani e molto altro ancora.
Un’azienda giapponese specializzata in robotica ha presentato lo scorso martedì un prototipo di mano artificiale (qui e qui due brevi video dimostrativi) dotata di “muscoli ad aria”, in grado di eseguire operazioni anche molto delicate, come maneggiare un uovo crudo o un bicchiere di plastica. Squse, questo il nome dell’azienda, intende affidare 50 esemplari del prototipo a produttori e istituti di ricerca, con l’intenzione di avviare la commercializzazione in un prossimo futuro.
“L’immagine che ci siamo fatti dei robot è quella di aiutarci a sollevare carichi pesanti“, ha dichiarato il presidente di Squse, Mikio Shimizu, “il nostro obiettivo invece è quello di riprodurre il funzionamento di uno strumento delicato come la mano dell’uomo“.
I muscoli azionati ad aria potrebbero rivelarsi una delle tecnologie chiave per la costruzione di arti artificiali, in quanto molto più leggeri e meno rumorosi dei servomotori attualmente utilizzati. Secondo Hiroshi Yokoi, professore associato della facoltà di ingegneria dell’Università di Tokyo, protesi realizzate con questa tecnologia “potrebbero fare il loro debutto già entro i prossimi cinque anni“.
E’ stata battezzata con la sigla VIRIP (Virus-Hinibitory Peptide) la molecola che alcuni ricercatori dell’università di Ulm, in Germania, hanno individuato nel sangue umano partendo dallo studio di quegli individui che riescono a tenere a bada lo sviluppo del virus HIV per 10-15 anni anche senza trattamenti antiretrovirali. L’articolo che parla della scoperta, pubblicato sulla rivista Cell, spiega che questa molecola è in grado di bloccare l’ingresso del virus nelle cellule immunitarie, e che può essere usata per produrre nuovi farmaci in grado di agire anche su infezioni Hiv farmaco-resistenti. La molecola, inoltre, è presente in abbondanza nel sangue ed è possibile aumentarne l’efficacia con una piccola modifica.